Immagine Grammatica

Versione Maturità 2016

Isocrate

Vivere secondo giustizia non è solo corretto, ma anche conveniente per il presente e per il futuro


Testo greco originale


Ὁρῶ γὰρ τοὺς μὲν τὴν ἀδικίαν προτιμῶντας καὶ τὸ λαβεῖν τι τῶν ἀλλοτρίων μὲγιστον ἀγαθὸν νομίζοντας ὅμοια πάσχοντας τοῖς δελεαζομένοις τῶν ζῴων, καὶ κατ'ἀρχὰς μὲν ἀπολαύοντας ὧν ἄν λάβωσιν, ὀλίγῳ δ'ὕστερος ἐν τε τοῖς μεγίστοις κακοῖς ὄντας, τοὺς δὲ μετ'εὐσεβείας καὶ δικαιοσύνης ζῶντας ἔν τε τοῖς παροῦσιν χρόνοις ἀσφαλῶς διάγοντας καὶ περὶ τοῦ σύμπαντος αἰῶνος ἡδίους τὰς ἐλπίδας ἔχοντας. Καὶ ταῦτ'εἰ μὴ κατὰ πάντων οὕτως εἴθισται συμβαίνειν, ἀλλὰ τό γ'ὡς ἐπὶ τὸ πολύ τοῦτον γίγνεται τὸν τρόπον.
Χρὴ δὲ τοὺς εὖ φρονοῦντας, ἐπειδή τὸ μέλλον ἀεὶ συνοίσειν οὐ καθορῶμεν, τὸ πολλάκις ὠφελοῦν, τοῦτο φαίνεσθαι προαιρουμένους.
Πάντων δ'ἀλογώτατον πεπόνθασιν, ὅσοι κάλλιον μὲν ἐπιτήδευμα νομίζουσιν εἴναι καὶ θεοφιλέστερον τὴν δικαιοσύνην τῆς ἀδικίας, χεῖρον δ'οἴονται βιώσεσθαι τοὺς ταύτῃ χρωμένους τῶν τὴν πονηρίαν προῃρημένων.
Ἠβουλόμην δ'ἄν, ὤσπερ προσῆκόν ἐστιν ἐπαινεῖσθαι τὴν ἀρετὴν, οὕτω πρόχειρον εἴναι πεῖσαι τοὺς ἀκούοντας ἀσκεῖν αὐτήν· νῦν δὲ δέδοικα μὴ μάτην τὰ τοιαῦτα λέγωμεν.
Διεφθάρμεθα γὰρ πολὺν ἤδη χρόνον ὑπ' ἀνθτρώπων οὐδὲν ἀλλ'ἢ φενακίζειν δυναμένων, οἳ τοσοῦτον τοῦ πλήθους καταπεφρονήκασιν ὥστ'ὁπόταν βουληθώσιν πόλεμον πρός τινας ἐξενεγκεῖν, αὐτοὶ χρήματα λαμβάνοντες λέγειν τολμῶσιν ὡς χρὴ τοὺς προγόνους μιμεῖσθαι καὶ μὴ περιορᾶν ἡμᾶς αὐτοὺς καταγελωμένους, μηδὲ τὴν θάλατταν πλέοντας τοὺς μὴ τὰς συντάξεις ἐθέλοντας ἠμῖν ὑποτελεῖν.

Traduzione integrale


Noto come quelli che scelgono di comportarsi ingiustamente e che pensano che la cosa migliore si appropriarsi di cose altrui subiscano la stessa sorte degli animali catturati con un'esca: all'inizio si godono quello che hanno preso [ma] poco dopo vengono a trovarsi nella peggiore delle situazioni. [Noto anche che] chi, invece, vive secondo onestà e giustizia sono al sicuro nel presente e hanno la speranza di cose buone per tutta l'eternità. Anche se non succede sempre così, la maggior parte delle volte accade proprio questo. Bisogna che le persone assennate scelgano, in maniera evidente, quello che spesso [si rivela] essere utile, visto che non riconosciamo quello che ci aiuterà sempre. Si comportano nella maniera più dissennata in assoluto quelli che, da un lato, ritengono che la giustizia sia un atteggiamento migliore e più gradito agli dei rispetto all'ingiustizia ma che, dall'altro lato, pensano che quelli che la praticano vivano peggio di quelli che hanno scelto la disonestà. Vorrei tanto che, come è utile lodare la virtù, fosse facile convincere chi ascolta a praticarla. Ma temo di dire queste cose inutilmente. Già da molto tempo, siamo rovinati ad uomini che non sono capaci di fare altro che ingannarci, che disprezzano a tal punto il popolo che, se vogliono far la guerra a qualcuno, osano dire, mentre prendono del denaro, che dobbiamo imitare i [nostri] antenati e [che] non [dobbiamo] permettere che ci deridano né che navighino per mare quelli che non vogliono pagarci le tasse.



Traduzione guidata con commenti


Ὁρῶ γὰρ τοὺς μὲν τὴν ἀδικίαν προτιμῶντας καὶ τὸ λαβεῖν τι τῶν ἀλλοτρίων μὲγιστον ἀγαθὸν νομίζοντας ὅμοια πάσχοντας τοῖς δελεαζομένοις τῶν ζῴων.

Il soggetto della frase è una prima persona singolare sottintesa “Io” (che omettiamo anche nella traduzione). Il verbo è ὁρῶ (“vedo” o meglio “noto”) che regge una completiva al participio (si nota peraltro una correlazione μὲν...δὲ che si chiude più avanti). I soggetti sono due categorie di individui, cioè τοὺς προτιμῶντας τὴν ἀδικίαν (“quelli che preferiscono l'ingiustizia” o più liberamente “quelli che scelgono di comportarsi ingiustamente”) e τοὺς νομίζοντας μὲγιστον ἀγαθὸν (εἴναι sott.) τὸ λαβεῖν τι τῶν ἀλλοτρίων (lett. “quelli che ritengono che il più grande dei beni (sia) il prendere qualcosa fra le (cose) altrui” o più liberamente “quelli che pensano che la cosa migliore sia appropriarsi delle cose di altri”). Il verbo della completiva è πάσχοντας, cioè “subiscono”, (retto da ὁρῶ). Cosa? ὅμοια τοῖς δελεαζομένοις τῶν ζῴων, cioè “cose uguali a quelli che sono adescati fra gli animali” (possiamo rendere meglio la frase dicendo “la stessa sorte degli animali catturati con un'esca”).

καὶ κατ'ἀρχὰς μὲν ἀπολαύοντας ὧν ἄν λάβωσιν, ὀλίγῳ δ'ὕστερος ἐν τε τοῖς μεγίστοις κακοῖς ὄντας

Due periodi ancora retti dall'ὁρῶ iniziale. Il soggetto restano le due categorie di uomini di cui sopra. Questi κατ'ἀρχὰς (“all'inizio”) ἀπολαύοντας ὧν ἄν λάβωσιν “si godono quello che hanno preso” (segnaliamo un'attrazione del pronome relativo da accusativo a genitivo). Ma sempre i medesimi soggetti ὀλίγῳ δ'ὕστερος (cioè “dopo poco”) ὄντας ἐν τε τοῖς μεγίστοις κακοῖς cioè “sono in grandissimi mali”, meglio “vengono a trovarsi nella peggiore delle situazioni”.

τοὺς δὲ μετ'εὐσεβείας καὶ δικαιοσύνης ζῶντας ἔν τε τοῖς παροῦσιν χρόνοις ἀσφαλῶς διάγοντας

Si nota la seconda parte della correlazione μὲν...δὲ “mentre invece” (il verbo reggente rimane ὁρῶ). Il soggetto cambia e diventa τοὺς ζῶντας μετ'εὐσεβείας καὶ δικαιοσύνης, cioè “quelli che vivono secondo onestà e giustizia”, διάγοντας ἀσφαλῶς cioè “se la passano con sicurezza” (meglio “sono al sicuro”) ἔν τε τοῖς παροῦσιν χρόνοις “nel presente” (lett. “nei tempi che sono presenti”).

καὶ περὶ τοῦ σύμπαντος αἰῶνος ἡδίους τὰς ἐλπίδας ἔχοντας

E... ἔχοντας “hanno” ἡδίους τὰς ἐλπίδας cioè “buone speranze” (anche “la speranza di cose buone”) περὶ τοῦ σύμπαντος αἰῶνος “per tutta l'eternità”.

Καὶ ταῦτ'εἰ μὴ κατὰ πάντων οὕτως εἴθισται συμβαίνειν,

Καὶ εἰ μὴ κατὰ πάντων cioè “anche se non tutte le volte”, ταῦτα εἴθισται συμβαίνειν “queste cose usano capitare” οὕτως “così”. Tutta la frase può semplicemente essere tradotta come “anche se non succede sempre così”.

ἀλλὰ τό γ'ὡς ἐπὶ τὸ πολύ τοῦτον γίγνεται τὸν τρόπον.

Ma... ἐπὶ τὸ πολύ “per lo più” γίγνεται “succede” τοῦτον τὸν τρόπον “in questo modo”. Nuovamente possiamo tradurre come “la maggior parte delle volte si verifica proprio questo”.

Χρὴ δὲ τοὺς εὖ φρονοῦντας, ἐπειδή τὸ μέλλον ἀεὶ συνοίσειν οὐ καθορῶμεν, τὸ πολλάκις ὠφελοῦν, τοῦτο φαίνεσθαι προαιρουμένους.

Il periodo è retto dall'impersonale χρὴ “bisogna che” da cui dipende un'infinitiva il cui soggetto è τοὺς εὖ φρονοῦντας (“quelli che ragionano bene” o meglio “le persone assennate”) ed il cui verbo è φαίνεσθαι προαιρουμένους (lett. “si mostrino sceglienti”, tipica costruzione con φαίνω + participio che tradurremo come “scelgano in maniera evidente”. Il soggetto di προαιρέω è τοῦτο “questo” che in prolessi si riferisce a τὸ πολλάκις ὠφελοῦν “ciò che è spesso utile” (possiamo abbellire l'italiano traducendo come “...quello che spesso [si rivela] essere utile”). Nel mezzo della frase troviamo un'inciso causale ἐπειδή οὐ καθορῶμεν “visto che non riconosciamo” τὸ μέλλον ἀεὶ συνοίσειν “quello che ci aiuterà sempre” (NB: arduo da riconoscere poteva essere συνοίσειν, futuro di συμφέρω).

Πάντων δ'ἀλογώτατον πεπόνθασιν, ὅσοι κάλλιον μὲν ἐπιτήδευμα νομίζουσιν εἴναι καὶ θεοφιλέστερον τὴν δικαιοσύνην τῆς ἀδικίας, χεῖρον δ'οἴονται βιώσεσθαι τοὺς ταύτῃ χρωμένους τῶν τὴν πονηρίαν προῃρημένων.

Il soggetto della frase è ὅσοι “quelli che”. Πεπόνθασιν ἀλογώτατον πάντων cioè “tengono l'[atteggiamento] più assurdo di tutti” … “quelli che”... νομίζουσιν “ritengono”. Segue una correlazione μὲν…δὲ tra due periodi retti da verbi che significano “pensare” che reggono due infinitive. Cioè, “da un lato” νομίζουσιν, “ritengono”, τὴν δικαιοσύνην εἴναι ἐπιτήδευμα κάλλιον καὶ θεοφιλέστερον τῆς ἀδικίας “che la giustizia sia un atteggiamento migliore e più gradito agli dei rispetto all'ingiustizia”. Seconda parte della correlazione μὲν…δὲ. Cioè “ma che dall'altro lato” οἴονται “pensano che” τοὺς ταύτῃ χρωμένους “quelli che la praticano” [la giustizia ndr.] βιώσεσθαι χεῖρον “vivano peggio” τῶν προῃρημένων τὴν πονηρίαν “di quelli che hanno scelto la disonestà” (secondo termine di paragone al genitivo). NB: προῃρημένων deriva da προαιρέω.

Ἠβουλόμην δ'ἄν, ὤσπερ προσῆκόν ἐστιν ἐπαινεῖσθαι τὴν ἀρετὴν, οὕτω πρόχειρον εἴναι πεῖσαι τοὺς ἀκούοντας ἀσκεῖν αὐτήν·

Prima evidenziamo ἠβουλόμην ἄν che esprime irrealtà nel presente (ἄν + imperfetto) e che tradurremo come “vorrei tanto che”. Troviamo una comparazione del tipo ὤσπερ ... οὕτω. Quindi ὤσπερ “come” ἐστιν προσῆκόν “è utile” ἐπαινεῖσθαι τὴν ἀρετὴν “lodare la virtù” … οὕτω ἠβουλόμην ἄν “così vorrei tanto che” εἴναι πρόχειρον “fosse facile” πεῖσαι “convincere” (da πείθω) τοὺς ἀκούοντας “chi ascolta” ἀσκεῖν αὐτήν “a praticarla” (qui αὐτήν si riferisce a ἀρετὴν).

νῦν δὲ δέδοικα μὴ μάτην τὰ τοιαῦτα λέγωμεν.

Frase particolare con un verbum timendi – δέδοικα – che regge μὴ λέγωμεν: ricordiamo che μὴ non nega il timore. Tradurremo dunque νῦν δὲ δέδοικα “ma temo” μὴ λέγωμεν “di dire” τὰ τοιαῦτα “queste cose” μάτην, avverbio che significa “inutilmente”.

Διεφθάρμεθα γὰρ πολὺν ἤδη χρόνον ὑπ'ἀνθτρώπων οὐδὲν ἀλλ'ἢ φενακίζειν δυναμένων,

Πολὺν ἤδη χρόνον “già da molto tempo” διεφθάρμεθα “siamo rovinati” (da διαφθείρω) ὑπ'ἀνθτρώπων “da uomini” (complemento d'agente) δυναμένων οὐδὲν ἀλλ'ἢ φενακίζειν “capaci di nulla tranne che ingannare” (meglio: che non sono capaci di fare altro che ingannarci”).

οἳ τοσοῦτον τοῦ πλήθους καταπεφρονήκασιν ὥστ'ὁπόταν βουληθώσιν πόλεμον πρός τινας ἐξενεγκεῖν, αὐτοὶ χρήματα λαμβάνοντες λέγειν τολμῶσιν ὡς χρὴ τοὺς προγόνους μιμεῖσθαι

La relativa si riferisce ad ἀνθτρώπων... οἳ “[e] che” καταπεφρονήκασιν “disprezzano” τοσοῦτον “così tanto” τοῦ πλήθους “la gente” o “il popolo”... ὥστε “che” (correlato a τοσοῦτον) τολμῶσιν λέγειν ὡς “osano dire che” χρὴ “bisogna” μιμεῖσθαι τοὺς προγόνους “imitare i [nostri] antenati” (infinitiva retta da χρὴ). La frase è completata da un'ipotetica e da una temporale/concessiva al participio. La prima: ὁπόταν “se” βουληθώσιν “vogliono” ἐξενεγκεῖν πόλεμον “far guerra” πρός τινας “contro qualcuno”. La seconda λαμβάνοντεςmχρήματα “mentre prendono del denaro”.

καὶ μὴ περιορᾶν ἡμᾶς αὐτοὺς καταγελωμένους, μηδὲ τὴν θάλατταν πλέοντας τοὺς μὴ τὰς συντάξεις ἐθέλοντας ἠμῖν ὑποτελεῖν.

L'ultima parte del brano è ancora retta da χρὴ “bisogna che” μὴ περιορᾶν “non permettere che” αὐτοὺς καταγελωμένους ἡμᾶς “ci deridano”. Μηδὲ πλέοντας τὴν θάλατταν “né che navighino per mare” (ancora retto da περιορᾶν) τοὺς μὴ ἐθέλοντας “quelli che non vogliono” ὑποτελεῖν ἠμῖν “pagarci” τὰς συντάξεις “le tasse”.

© 2016 - grecoanticoapp.it




Link App Store